Codice SSCC sul pallet: come si legge e come va fatta l'etichetta
L'SSCC è l'unico elemento obbligatorio dell'etichetta logistica GS1, eppure è il motivo più frequente di contestazioni al ricevimento merci. Struttura, impaginazione, posizionamento ed errori tipici, con i numeri dello standard.
Quando un pallet resta fermo in banchina, raramente il problema è la merce. Quasi sempre è l'etichetta: barcode illeggibile, SSCC diverso da quello dell'avviso di spedizione, etichetta finita sotto il film. Ecco cosa chiede davvero lo standard GS1 e cosa succede nei magazzini.
Cos'è l'SSCC (e cosa non è)
L'SSCC (Serial Shipping Container Code) identifica una singola unità logistica: quel pallet, non il prodotto che contiene. Due pallet identici dello stesso articolo hanno due SSCC diversi. Per le linee guida GS1 sull'etichetta logistica è l'unico elemento obbligatorio; il resto dipende dagli accordi con il cliente.
Si codifica in un barcode GS1-128 dopo l'identificatore di applicazione (00), seguito da 18 cifre:
| Posizione | Contenuto | Funzione |
|---|---|---|
| 1 | Cifra di estensione (0–9) | Amplia la capacità di numerazione, a scelta dell'azienda |
| 2–8 (o più) | Prefisso aziendale GS1 | Assegnato da GS1 Italy all'azienda che forma il pallet |
| a seguire | Numero seriale | Progressivo: …0001, …0002 |
| 18 | Cifra di controllo | Calcolo modulo 10 |
Prefisso e seriale insieme fanno sempre 16 cifre. Un equivoco frequente: il prefisso rende il codice unico al mondo, ma non indica la provenienza della merce.
Esempio: calcolare la cifra di controllo
SSCC fittizio: estensione 3, prefisso 8012345, seriale 000000781. Le prime 17 cifre sono 3 8012345 000000781. Si moltiplica alternativamente per 3 e per 1 partendo da sinistra, si somma (totale 76) e si prende quanto manca alla decina superiore: 80 − 76 = 4.
Sotto le barre si leggerà (00) 3 8012345 000000781 4. Le parentesi compaiono solo nel testo in chiaro, mai nel barcode.
I tre blocchi dell'etichetta
Lo standard divide l'etichetta in tre blocchi, dall'alto verso il basso:
- In alto, libero: mittente, destinatario, logo. Testo alto almeno 3 mm.
- Al centro: gli stessi dati dei barcode, in chiaro e con il titolo del dato in MAIUSCOLO (SSCC, CONTENT, COUNT, BEST BEFORE…), caratteri di almeno 7 mm. Se non c'è accordo sulla lingua, i titoli si stampano in inglese.
- In basso, l'unico obbligatorio: uno o più GS1-128 con il testo leggibile (almeno 3 mm).
Tre regole del blocco inferiore su cui cadono molte etichette fatte in casa:
- l'SSCC sta sempre nel barcode più in basso;
- deve essere un vero GS1-128, con il carattere FNC1 subito dopo lo start. Un Code 128 normale che contiene “00…” non viene letto come SSCC;
- le barre sono verticali (a staccionata), mai a scala su un'unità logistica.
Le misure del barcode
Sulle etichette logistiche il modulo (dimensione X) del GS1-128 va da 0,495 a 0,94 mm, con 0,495 mm come valore consigliato. Le barre sono alte almeno 31,75 mm (testo escluso) e la zona di rispetto ai lati vale almeno 10 volte il modulo.
Un SSCC da solo (20 cifre con lo “00”) occupa 156 moduli. A 0,5 mm sono 78 mm di barre, circa 88 mm con le zone di rispetto: sta su un'etichetta larga 100 o 105 mm. A 0,94 mm servirebbero oltre 16 cm, quindi i moduli grandi vanno su A5 e in ambienti difficili, come le celle frigorifere.
Con una stampante a 203 dpi un punto misura 0,125 mm: impostate il modulo a 4 punti (0,50 mm). A 300 dpi, 6 punti danno 0,508 mm. Un modulo “a cavallo” tra due punti produce barre irregolari che non superano la verifica.
Il formato giusto
Le linee guida GS1 indicano due formati diffusi: A6 (105 × 148 mm) o 4 × 6 pollici se l'etichetta porta solo l'SSCC o pochi dati, A5 (148 × 210 mm) quando si aggiungono i dati del prodotto. Il 100 × 150 mm delle stampanti per spedizioni è l'equivalente metrico del 4 × 6 pollici. Su un A6 l'SSCC non va concatenato con altri dati nello stesso barcode.
Dove applicare l'etichetta sul pallet
- Barcode tra 400 e 800 mm dalla base del pallet; se il pallet è più basso di 400 mm, il più in alto possibile.
- Barcode, zone di rispetto comprese, ad almeno 50 mm da ogni spigolo verticale.
- Meglio due etichette identiche su due lati, così una resta sempre visibile. Le linee guida osservano che il lato destro di ogni faccia è il più comodo per i carrellisti, in gran parte destrimani.
Per pallet sovrapposti e filmati insieme, ognuno mantiene il proprio SSCC e l'insieme riceve un SSCC aggiuntivo su un'etichetta master applicata sul film.
Gli errori che emergono al ricevimento merci
- SSCC generato con il prefisso di un fornitore di servizi (tool di etichettatura online): per GS1 è un uso scorretto, la tracciabilità risale al soggetto sbagliato.
- Numero riutilizzato: un SSCC non si riassegna prima di almeno un anno dalla spedizione, e mai nel settore sanitario.
- AI (02) insieme ad AI (01): non ammesso. L'AI (02), con il GTIN dei cartoni contenuti, si usa solo con l'SSCC e con l'AI (37) che ne indica la quantità.
- Dati nel barcode ma non in chiaro, oppure lo stesso identificatore ripetuto due volte.
- Etichetta sotto il film, in una piega o a cavallo dello spigolo, stropicciata durante l'applicazione.
- Carta che annerisce al caldo o al sole: le linee guida GS1 chiedono di evitare materiali sensibili al calore. Per lunghe giacenze, esterno o celle frigo è più sicuro il trasferimento termico (vedi termico diretto o trasferimento termico).
- SSCC dell'etichetta diverso da quello dell'avviso di spedizione (DESADV): vanno scansionati i pallet effettivamente caricati, non quelli previsti.
Cosa specificare al fornitore di etichette
- formato (100 × 150, A6 o A5) ed etichette per rotolo;
- stampante e tecnologia: termico diretto o trasferimento termico;
- diametro dell'anima e diametro esterno massimo del rotolo (vedi anima e senso di avvolgimento);
- materiale: carta, oppure polipropilene per umidità, freddo e lunghe giacenze;
- adesivo adatto al film estensibile e alla temperatura di applicazione.
Per le spedizioni quotidiane le nostre etichette termiche 100 × 150 mm su anima da 40 mm vanno bene per le stampanti da tavolo. Per giacenze lunghe o freddo ci sono i nostri rotoli neutri a trasferimento termico in carta patinata e in polipropilene; il PP lo produciamo nel formato richiesto.
Le indicazioni seguono le linee guida GS1 sull'etichetta logistica; molti clienti hanno capitolati più severi, da verificare con loro o con GS1 Italy.
Domande frequenti
L'SSCC sul pallet è obbligatorio?
Non per legge in generale. Ma quando il cliente lavora con l'etichetta logistica GS1, l'SSCC è l'unico elemento che deve comparire per forza, e la grande distribuzione lo richiede quasi sempre nei capitolati fornitori.
Posso creare SSCC senza essere associato GS1?
No. L'SSCC si costruisce con il proprio prefisso aziendale GS1. Usare quello di un software o di un operatore logistico è, per GS1, un uso scorretto dello standard.
Che differenza c'è tra SSCC e GTIN?
Il GTIN identifica un prodotto (tutti i cartoni uguali hanno lo stesso). L'SSCC identifica un pallet o un collo preciso, unico, che non viene riassegnato per almeno un anno.
Si può aggiungere un QR code o un DataMatrix?
Sì, in aggiunta: un codice 2D GS1 può stare a destra del testo nel blocco centrale. Il GS1-128 resta obbligatorio.
Basta un'etichetta a termico diretto?
Per pallet consegnati in pochi giorni di solito sì. Con lunghe giacenze, sole o calore, GS1 consiglia di evitare i materiali sensibili al calore: il trasferimento termico è più sicuro.